Architetto, quest’anno hai lavorato per il bonus 110% o per gli obiettivi dello studio?

Sembra una domanda senza senso, invece se hai il tuo studio di architettura, è una domanda decisiva.

Sicuramente avrai lavorato per seguire i clienti o committenti, i progetti, i cantieri, le scadenze e se tutto è andato minimamente bene per poter avere un compenso.

Se le cose non sono andate nel modo sperato,  e non si hanno raggiunto i risultati voluti si punta alla ricerca delle scusa con una comune tendenza a lamentarsi.

Sia in un caso che nell’altro manca la consapevolezza di avere in modo preciso e dettagliato il punto di arrivo da raggiungere.

Quotidianità o strategia?

Iniziare la giornata e seguire le scadenze, trascorrere la settimana o mese a svolgere le attività necessarie è il compito di un collaboratore. Se hai uno studio e devi selezionare un collaboratore, scegline uno che sappia portare a compimento i compiti che gli vengono assegnati.

Avere chiare le linee guida strategiche invece è il compito del titolare, o dei soci, dello studio.

Quale posizionamento vuole avere sul mercato?

Qual è il cliente target?

Dove vuole arrivare lo studio nei prossimi tot anni?

Queste sono le risposte che dovrebbe avere il proprietario e amministratore dello studio.

Soprattutto in un periodo come questo, stracolmo di scadenze, di burocrazia e di bonus, passare da una visione strategica a rincorrere le scadenze è un istante.

Ormai in questi ultimi 2 anni è facile che tantissimi studi si siano persi a rincorrere i bonus anziché usarli come opportunità

Persi senza una meta precisa, ma con tanto lavoro e urgenze.

Obiettivi strategici

Gli obiettivi strategici sono come una “stella polare” che permette di orientarsi.

È grazie agli obiettivi strategici se in ogni situazione diventa facile prendere decisioni.

Ad esempio se si vuole puntare a un’espansione sul territorio, si prenderanno decisioni diverse dal voler puntare a essere uno studio d’élite nel proprio centro città. Ecco che se sono di fronte all’opportunità di prendere un lavoro all’estero, sarà più semplice decidere il da farsi.

Condivisione nel team

Se poi nello studio ci sono collaboratori, se c’è un team, condividere le direzioni e gli obiettivi strategici farà la differenza.

 Quando a livello di direzione sono stati stabiliti gli obiettivi e la giusta strategia da attuare, è fondamentale condividerlo con le persone del proprio team.

Come team, non sono solo i collaboratori diretti, potrebbe fare la differenza condividendolo anche con partner e fornitori.

Perché la condivisione diventa uno strumento potentissimo?

Se il titolare dello studio è l’unico ad avere chiara la direzione, molto difficilmente avrà un aiuto proattivo in quella direzione.

Se invece le persone che contribuiscono al successo dello studio sono correttamente informate e aggiornate, allora potranno aiutare, proporre idee e soluzioni e in caso di necessità prendere le giuste decisioni.

Ognuno deve sentirsi parte di un progetto più grande.

Progetta il futuro del tuo studio

L’attività da mettere a calendario ogni mese è quella di progettare, pianificare e monitorare il successo della propria attività.

L’architettura ha nel suo DNA la progettazione. Non solo però vanno progettati gli spazi, va progettato anche il proprio business.

Chiediti quali sono gli obiettivi dello studio da raggiungere e decidi le azioni che lo porteranno al raggiungimento di quegli obiettivi.

Non è importante essere perfetti in ogni dettaglio, ma è importante avere la mappa di massima da aggiornare mensilmente.

Bonus 110% opportunità o problema?

Come qualsiasi cosa, il bonus 110% (e i vari bonus) può essere una grande opportunità come una scelta che farà saltare il tuo studio.

La domanda di tanti architetti in questi mesi è stata: seguo i lavori con il bonus oppure no?

È evidente che è una domanda difficilissima a cui dar risposta, perché è priva di troppi elementi per decidere davvero con consapevolezza.

Innanzitutto non si po’ rispondere a questa domanda senza avere le risposte strategiche viste sopra.

Detto questo, possiamo già sapere che ogni risposta avrà pro e contro.

Di sicuro però l’errore più grande sarà quello di prendere una decisione che non prevede di capitalizzare la scelta. Facciamo un paio di ipotesi:

  1. scelgo di seguire lavori con bonus 110%, oltre al lavoro e al grande impegno (burocratico) da mettere in atto, cosa mi darà l’aver seguito questo tipo di lavori? Credibilità (come?). Visibilità (in che modo?). Nuovi clienti (ancora bonus 110% o no?). Pubblicazioni? Queste prime domande non saranno facilissime, ma di sicuro non avrai risposta se non ti soffermi a pensarci
  2. scelgo di evitare il bonus 110%, su cosa mi focalizzo? Dove investo il tempo che non dedicherò a quei progetti (soprattutto sugli aspetti burocratici). Come innalzo il percepito dello studio grazie alla decisione di non seguire progetti con il 110%?

Per chi non ha mai fatto queste riflessioni, trovandosi davanti a un foglio di carta bianco, per iniziare a ridisegnare il proprio studio, c’è il rischio che il foglio rimanga bianco per un po’.

Non importa, parti, inizia a scrivere, cancellare e riscrivere. Lascia sedimentare, lascia che la mente lavori e un po’ alla volta noterai che il foglio inizierà a essere pieno, con le direzioni da seguire nel futuro!

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