Cambio di programma

Quante volte ci capita di dover cambiare in corsa la programmazione della nostra agenda?

Stamattina ho ricevuto tre telefonate con richieste di spostare incontri concordati e in agenda da tempo. Così come mi è stato confermato un incarico a cui stavo lavorando da qualche mese e che ha avuto bisogno di parecchi passaggi, non soliti, per essere chiuso. Sono situazioni che nell’ultimo periodo accadono con frequenza e che mi fanno riflettere. Mi rendo conto che pianificare e fissare con anticipo, sono logiche di qualche mese fa. Ora ciò che vale e funziona è il fissare sì, ma con la riconferma da un giorno all’altro, da un momento all’altro, con l’accordo non scritto che sarà così e che è ok. Osservando tutto questo, mi rendo conto che schemi consolidati e abituali stanno saltando. Lasciano il posto a modalità di lavoro e di relazione nuovi che si stanno facendo strada e di cui non possiamo non tenere conto. Sulla base della mia esperienza, alla pianificazione, necessaria per poter lavorare bene, occorrono, ora, per portare a casa risultati, maggiori capacità di gestione dei propri (e altrui) stati d’animo, flessibilità e margine (di tempo, di denaro ed emotivo). Così come dobbiamo imparare a ridurre rigidità e controllo che altrimenti rischiano di diventare forti limiti nel nostro percorso di sviluppo. Mi chiedo, quanto questi cambiamenti stanno condizionando, senza talvolta che ce ne rendiamo conto, le nostra attività e il nostro modo di lavorare? Soprattutto, ce ne rendiamo conto e stiamo adattando i nostri processi, oppure stiamo subendo senza vedere? Risposte diverse, risultati diversi…

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