La stretta del governo sui bonus. Le leve su cui poggiare la strategia per andare avanti

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È adesso che succede?

Questa la domanda che si fanno molti colleghi alla stretta del governo sui bonus che ha fatto impazzire negli ultimi due anni, il settore dell’edilizia.

Anni di intensa attività. 

La corsa agli incentivi ha portato lavoro a molti studi e professionisti, oltre che ad aziende e artigiani, che si sono trovati travolti di richieste.

La corsa all’oro ha fatto schizzare alle stelle il prezzo dei materiali. Artigiani, imprese, professionisti non sono abbastanza per soddisfare tutte le domande. 

Non c’è tempo, se non per correre. Per capire, per non sbagliare. 
Per rientrare nei budget e nei tempi dettati dalla burocrazia e dagli enti certificatori. 
I lavori si fanno a spizzichi e bocconi, nel tentativo di incastrare tutto. Notti in bianco comprese.

Sì, perché la responsabilità, per chi ha deciso di prendersela, è tanta.

Ora tutto questo è ad una svolta.

Il cambio delle regole del gioco

La politica ha cambiato le regole e adesso ci si chiede che cosa accadrà.

Soprattutto se lo chiedono tutti quegli studi e quei colleghi che in questi anni hanno investito e basato la propria strategia e attività su questa opportunità. 

Che hanno rincorso l’occasione e non si sono fermati a pensare al dopo. 

Che si sono indebitati, che hanno lavorato duramente e che ora non sanno se incasseranno e quando il compenso per il loro lavoro.

Serve comprendere che sono cambiate le regole del gioco e che occorre guardare il campo da una prospettiva diversa.

Qual è la buona notizia?

La corsa agli incentivi ha portato arricchimento a molti colleghi che avranno tempo e denaro da investire bene.

Torniamo un attimo indietro e osserviamo con occhi attenti quello che è già stato, così da imparare e prendere spunti per impostare il futuro.

Semplifichiamo e guardiamo dall’alto la situazione. 

Possiamo riconoscere tre fasi.

La prima: Il momento dell’opportunità: qualcosa è arrivato dall’esterno.

La seconda: Il tempo per approfittare e farne qualcosa di buono.

La terza: Il momento in cui quell’occasione, dall’esterno, viene invece tolta.

Se la prima e l’ultima sono fasi sotto il controllo di altri e gli eventi non dipendono dalla volontà di chi li riceve, la seconda, invece, è la vera opportunità su cui impostare il futuro della propria attività di studio.

Soffermiamoci quindi su questo punto, perché da qui che possiamo imparare e ripartire.

Come hai usato quest’occasione? Che ne hai fatto?

Ti sei buttato a capofitto e ti sei fatto prendere dall’entusiasmo senza pensarci tanto, 
hai preso solo un po’e hai continuato a percorrere e coltivare anche altre strade, oppure hai usato quello che ti è arrivato per costruire le fondamenta di un nuovo futuro?

Se sei tra quelli che si trovano nel primo caso, probabilmente ora non te la passi molto bene.

Sei preoccupato e disorientato. 

E ti chiedi: che fare ora?

Quale strada?

Mantieni lucidità e focus, sono fondamentali.

Usa il metodo che conosci bene e che adotti nella tua quotidianità quando progetti. 

Qual è il primo step? Pensaci! Lo stato di fatto, vero?

Parti da lì…
Prendi nota di ciò che c’è. 

Guarda alla tua attività, al tuo studio. 

Qual è adesso la situazione?

Quali sono le cose su cui puoi contare, ora?

Quali quelle da eliminare?

Fai una lista. Il più lunga possibile. 
Tutto conta. Il denaro che hai a disposizione, il tempo, la tua creatività. I collaboratori, se li hai. 

Stabilisci quindi il tuo punto di arrivo. E fai il piano.
Usa i tuoi elementi di valore per fare leva e falli diventare punti di forza su cui poggiare la tua strategia.

Usa la testa per pensare e il cuore per farti guidare.
Fai le tue valutazioni e scegli due elementi su cui puntare per raggiungere i risultati che vuoi.

Ti senti insicuro, senti di non farcela da solo e vuoi essere guidato in questo percorso?
Scrivici, siamo qui per te!

Un grazie a Nelly Bonfiglio per la sua frase di ispirazione

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