La visione del futuro per gli architetti siciliani

Voglio iniziare la settimana ricordando tutti gli architetti che ho incontrato in Sicilia. Almeno una trentina. Che cosa hanno in comune?

Tante cose, ma due in particolare le trovo significative e le voglio scrivere:

una profonda conoscenza del territorio e un grande amore per l’architettura.

Mi hanno raccontato le loro storie, le sfide e le difficoltà, proprie e dei colleghi isolani. Mi hanno portata dentro la loro cultura, raccontato aneddoti, fatiche, progetti.

Mi hanno accompagnata a conoscere il proprio mondo.

Alcuni professionisti, in particolare donne, spesso di talento, che hanno studiato in università prestigiose, che, in mancanza di competenze trasversali, in un contesto ancora molto competitivo, vivono con sfiducia il mercato e scelgono di non portare avanti la professione.

Altri, soprattutto giovani, hanno una grande fame di futuro e cercano soluzioni, risposte, stimoli.

E poi, poi ci sono loro, quelli che svolgono con passione la propria attività, che amano l’architettura e il territorio così tanto, da avere una grande voglia di cogliere e mostrare a chi fa fatica a vederle, le belle opportunità che, anche nelle difficoltà, ci sono. Che si mettono in gioco perché ci sia crescita e prosperità per tutti.

Credo che possiamo ampliare il concetto all’intera categoria.

C’è tanta fatica, ma ci sono anche molta competenza, ottimismo, e voglia di crescere e di cambiare quello che non funziona più.

E tu che leggi, che hai una tua storia da raccontare, ti va di condividere la tua esperienza?

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